Chi è il pasticciere in Italia?
E chi è il pasticciere italiano?

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Due figure molto spesso diverse e fortemente contrastanti, perchè nascono da percezioni profondamente diverse. Il pasticciere in Italia è quello che vediamo e pensiamo noi italiani di lui, il pasticciere italiano è invece quello che gli stranieri immaginano, vedono e pensano di lui. Nella percezione collettiva all’estero il pasticciere italiano riflette la reputazione di qualità della pasticceria italiana, mentre il pasticciere in Italia è giudicato per la qualità delle sue realizzazioni. Al di là degli esempi, ciò che conta è fare una riflessione accorta su come l’immagine del pasticciere nasca e si formi nella mente del consumatore e su come sia responsabilità del pasticciere soddisfare le aspettative del suo cliente con la qualità del prodotto. Ma attenzione: la clientela che oggi si rivolge alle pasticcerie vuole bontà, gusto e tanti servizi, perchè ha bisogno di vivere un’esperienza di acquisto e di consumo che appaghi tutti i sensi. Migliori Pasticcieri d’Italia è un’iniziativa che nasce per codificare gli elementi qualitativi indispensabili a far coincidere l’immagine del prodotto con l’immagine del pasticciere, per definire un modello di qualità a 360° come quella pensata dal cliente consumatore e non come l’altra, quasi sempre parziale ed egocentrica, dell’artigiano. Perchè è proprio questo il problema da dipanare: evolvere da produttore artigiano, depositario dell’arte, a imprenditore che esercita il suo mestiere per soddisfare le attese del cliente, in un mercato che non è più focalizzato sul prodotto, ma sulla proposta commerciale fatta anche di servizi. Migliori Pasticcieri d’Italia offre oggi ai pasticcieri artigiani unopportunità per guardare al futuro con un’ottica imprenditoriale e affermarsi con un’immagine frutto di una migliore comunicazione con la clientela. 


Come si diventa Migliori Pasticcieri d’Italia

Quando parliamo del pasticciere pensiamo innanzitutto ad un professionista dell’alimentazione, che usa le sue conoscenze e le sue competenze per soddisfare la necessità di salute e di gusto che caratterizza i moderni consumatori. C’è tanto dietro queste poche parole: saper scegliere le materie prime, conoscere la loro stagionalità, apprenderne le reazioni e le interazioni con il nostro corpo, saperle dosare ed equilibrare per stimolare correttamente i nostri recettori del gusto, saperne di anatomia e indagare sulle reazioni chimiche che hanno luogo dalla percezione dell’aroma, alla masticazione e poi fino alla digestione. Il pasticciere è anche un pò artista, perchè colpisce l’emotività del consumatore con i colori, le forme, le consistenze, i sapori, stuzzicando i desideri e appagando con piaceri coinvolgenti. Tutto ciò non può essere banalizzato da un vassoio di pastine in una vetrinetta vendute a 20 euro al chilo, o in un offerta di colazioni standardizzate e senza anima, perchè i clienti finiranno per percepire un distacco emotivo che toglie valore al prodotto. I dolci della tradizione non hanno tempo, perchè ci coinvolgono emotivamente, in quanto evidenza dell’amore e della cura con cui ci sono stati offerti quando eravamo bambini. Ecco il segreto: il buono è totale ed appagante quando uno degli ingredienti è un sentimento positivo, come l’amore, la cura, la passione. E’ come se nel momento del giudizio sulla bontà, al di là delle frasi di circostanza, la testa dei clienti funzionasse come un interruttore: nero uguale a cattivo e bianco uguale a buono, senza una via di mezzo. Il pasticciere che vuole crescere nella sua professione deve astrarre il quotidiano nei due opposti e comunicare attraverso l’organizzazione (qualità del prodotto, gamma, servizio, cortesia, pulizia, ordine, colori, luci, suoni,ecc.) messaggi positivi e non ambigui, che il cliente interpreterà istintivamente come segno di maturità artistica ed etica. I Migliori Pasticcieri d’Italia dovranno riscoprire tutto questo, perchè le esigenze dei clienti crescono in qualità e non più in quantità.

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